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Ryder Cup: gli Stati Uniti dominano (16,5-11,5 sull'europa)
Gli Stati Uniti hanno superato l'Europa per 16,5-11.5 nella 37ª edizione della Ryder Cup, che è disputata sul percorso del Valhalla GC, a Louisville nel Kentucky. La squadra americana, guidata nell'occasione dal Paul Azinger, è tornata al successo dopo tre sconfitte consecutive, giocando con grande determinazione e approfittando anche di una formazione continentale, affidata a Nick Faldo, apparsa un po' intimidita dall'ambiente, per la verità surriscaldato, ma soprattutto assolutamente deficitaria nei suoi elementi migliori.
Gli Usa sono andati subito in vantaggio nei doppi della prima giornata (5,5-2,5), poi hanno contenuto la reazione dei continentali, che sono solo riusciti a recuperare un punto nella seconda (9-7) e nella terza hanno evidenziato la loro netta superiorità individuale (parziale di 7,5-4,5). All'inizio dei match singoli al team di Azinger occorrevano cinque punti e mezzo per riconquistare il trofeo e hanno espletato la formalità nei primi otto incontri. Il giovane Anthony Kim ha strapazzato l'evanescente Sergio Garcia (5/4) segnando un eagle e sei birdie per un parziale di 'meno otto' nelle 14 buche giocate. In un festival di errori Hunter Mahan ha contribuito alla causa con mezzo punto, perché ha permesso a Paul Casey di recuperare con un bogey finale. L'Europa ha tentato di difendersi con i successi del generoso Robert Karlsson (5/3 su Justin Leonard che ha saputo segnare solo par oltre a un bogey) e di Justin Rose, che dalla sesta buca ha costretto Phil Mickelson a un inseguimento senza speranza (3/2).
Tutto, però, è tornato rapidamente a stelle e strisce. Kenny Perry ha iniziato la progressione alla seconda buca fino al 3/2 su Henrik Stenson, poi Boo Weekley ha superato per 4/2 Oliver Wilson forse nel match più bello. Alla fine delle 16 buche Weekley era a "meno 8" e Wilson a "meno 4" senza alcun bogey nei due score. Soren Hansen ha sperato di portar via il punto a J.B. Holmes quando alla 10ª buca è andato 1 up, ma due suoi errori hanno favorito lo statunitense che di suo ci ha messo anche due birdie in chiusura (2/1).
Per la storia Jim Furyk verrà ricordato come il giocatore che ha conquistato il punto decisivo, perché con il suo successo su Miguel Angel Jimenez (2/1) gli Stati Uniti hanno raggiunto quota 14,5. All'Europa di punti ne sarebbero bastati 14, perché con il pari avrebbe conservato la Ryder Cup essendo detentrice. Gli americani, tuttavia, sono andati oltre e hanno perfezionato lo score con Ben Curtis (2/1 su Lee Westwood) e con Chad Campbell (2/1 su Padraig Harrington). Gli ultimi due punti continentali li hanno ottenuti Graeme McDowell (2/1 su Stewarty Cink) e Ian Poulter (3/2 su Steve Stricker), ossia i migliori insieme a Rose.
La sconfitta europea si spiega con le prestazioni assolutamente deficitarie di coloro che dovevano essere le colonne portanti del team: Sergio Garcia, Padraig Harrington, Lee Westwood e Miguel Angel Jimenez che non hanno vinto nemmeno un incontro. In quattro hanno prodotto una media punti di 0,75. A digiuno anche Paul Casey e Soren Hansen. Ha giocato bene Oliver Wilson, anche se lasciato da parte da Nick Faldo in doppio (uno solo disputato e vinto), alterno Henrik Stenson, grintoso Robert Karlsson (una vittoria, due pari, una sconfitta) e voti alti, come già detto, per Ian Poulter (4 vittorie, una sconfitta), Justin Rose (tre vittorie, una sconfitta) e Graeme McDowell (2 vittorie, un pari, una sconfitta).
Tra gli statunitensi tutti hanno ottenuto almeno una vittoria, ad eccezione di Steve Stricker. Imbattuti Hunter Mahan (due vittorie, tre pari) e J.B. Holmes (due vittorie, un pari), ma c'è stato sostanzialmente un rendimento uniforme che ha denotato una certa compattezza di squadra: Mahan ha messo insieme 3,5 punti e dietro di lui ne hanno collezionati 2,5 lo stesso Holmes, Kenny Perry, Jim Furyk, Anthony Kim, Justin Leonard e Boo Weekley. Due punti per Phil MIckelson e Chad Campbell, 1,5 per Ben Curtis, uno per Stewart Cink e 0,5 per Stricker.
Gli Stati Uniti hanno conquistato il trofeo per la 26ª volta (25 vittorie e un pari da detentori). Per l'Europa 10 vittorie e un pari da detentrice.
US PGA TOUR: WILL MACKENZIE IN SPAREGGIO - Will MacKenzie ha ottenuto il secondo titolo nell'US PGA Tour imponendosi con 269 colpi (70 64 67 68) nel Viking Classic sul percorso dell'Annandale GC a Madison nel Mississippi, la prima delle sette gare finali dell'US PGA Tour, denominate Fall Series. Serviranno per definire l'ordine di merito, che lascia ogni anno le "carte" ai primi 125 classificati. MacKenzie ha raggiunto con un birdie sull'ultima buca Mark Turnesa (269 - 65 68 66 70), che era stato in vetta sin dal primo giro e che ha compromesso il successo con un doppio bogey alla 17, e Brian Gay (66 68 67 68). Il trentaquattrenne MacKenzie ha poi avuto partita vinta con un birdie alla seconda buca supplementare. Al quarto posto con 272 Steve Allan, Bill Haas e Casey Wittenberg, al settimo con 273 Greg Kraft, all'8° con 274 David Toms, al 14° con 276 Rory Sabbatini, al 40° con 280 John Daly. Al vincitore sono andati 648.000 euro su un montepremi di 3,6 milioni di dollari.
ITALIA SI CLASSIFICA TERZA NEL LACOSTE 4 NATIONS IN SPAGNA - L'Italia ha superato l'Olanda per 3,5-2,5 e si è classificata al terzo posto nel Lacoste 4 Nations Golf Challenge, riservato a selezioni di giocatori Under 18, svoltosi sul tracciato del Golf Club Peralada, a Peralada (Girona) in Spagna. Il torneo è stato vinto dalla Spagna che in finale ha battuto la Francia per 4,5 a 1,5.
Nella finalina gli azzurri hanno concluso in vantaggio i doppi per 1,5-0,5. Hanno ottenuto un punto con Emanuele Sesia-Caterina Garbaccio (4/3 su Rowin Caron/Charlotte Smit) e mezzo per il pari tra Philip Geerts/Bianca Fabrizio e Teemu Bakker/Martien Shipper. Nei singoli successi di Mattia Miloro (3/2 su Michael Kraaij) e di Alessandra Braida (3/1 su Celeine Kortekaas) e sconfitte di Mathias Capra (3/1 da Berend Van Holthuijsen).
Nelle due gare della prima giornata, che hanno designato le finaliste, l'Italia è stata sconfitta per 8,5-3,5 dalla Francia e la Spagna ha battuto l'Olanda con lo stesso punteggio. Gli italiani sono andati in svantaggio nei doppi (1,5-2,5) con successo di Emanuele Sesia/Caterina Garbaccio (5/4 su Lea Charpier/Gary Stal), pari tra Mattia Miloro/Francesca Perini e Emilie Alonso/Arnaud Abbas, e sconfitte di Philip Geerts/Bianca Fabrizio (1 up da Charlotte Guilleux/Joel Stalter) e di Mathias Capra/Alessandra Braida (1 up da Clemence Abrahamian/Charlie Perrot). Nei singoli netta prevalenza francese con le vittorie di Arnaud Abbas (5/4 su Mattia Miloro), Joel Stalter (3/1 su Mathias Capra), Gary Stal (5/4 su Philip Geerts), Emilie Alonso (5/3 su Bianca Fabrizio) e Clemence Abrahamian (3/2 su Caterina Garbaccio). Punto azzurro di Francesca Perini (4/3 su Charlotte Guilleux) e pari tra Emanuele Sesia e Charlie Perrot e tra Alessandra Braida e Lea Charpier.
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