Il golf è uno sport elegante, preciso, quasi zen… almeno in teoria.
In pratica, nella testa di un golfista succede di tutto: pensieri contrastanti, drammi interiori e un livello di overthinking degno delle migliori crisi esistenziali.
Ecco cosa passa davvero per la mente nel momento più “semplice”: colpire una pallina ferma.
“Ok, è facile. Davvero facile.”
Palla perfetta, fairway aperto, nessun ostacolo.
“Basta un movimento fluido… come in allenamento.”
Pausa.
“Non andare in acqua.”
“Non andare in acqua.”
“Perché sto pensando all’acqua?”
Guardi il laghetto.
Lui guarda te.
“Vabbè, tanto non ci arrivo nemmeno.”
Ti sistemi.
Respiri.
Provi a sembrare uno che sa quello che sta facendo.
“Testa ferma. Braccia rilassate. Non forzare.”
Backswing.
“Sta venendo bene… forse troppo bene…”
Impatto.
Silenzio.
La palla parte.
Non sai ancora dove.
Ma dentro di te lo sai.
“È corta.”
“No… è lunga.”
“Ok, è nel bunker.”
La vedi atterrare.
Ovviamente nel punto peggiore possibile.
“Sì, vabbè, era per sicurezza.”
Ti giri verso gli altri:
“Sono andato tranquillo, non volevo rischiare.”
Dentro invece:
“Non colpirò mai più una palla in vita mia.”
Poi cammini verso la palla.
E già pensi:
“Questo colpo lo recupero.”
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PUTT ZERO TORQUE CONTRO TUTTI! "Chi vincerà tra Blade, Mallet e Zero Torque?"
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