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Il golf è uno sport straordinario anche per questo: puoi pianificare la strategia perfetta, studiare il vento, scegliere il bastone millimetrato e piazzare un colpo magistrale sul green, ma non potrai mai prevedere le intenzioni di un volatile affamato. Chiedere per conferma a Colin Montgomerie, leggenda del golf scozzese ed ex capitano di Ryder Cup, protagonista di uno degli episodi più surreali e divertenti della storia del golf professionistico.
Un colpo perfetto… o quasi
Durante un torneo ufficiale, Montgomerie gioca un approccio splendido. La palla vola alta, atterra sul green con il giusto spin e rotola dolcemente fermandosi a pochissimi centimetri dalla buca. Un birdie praticamente già scritto sullo score. Il pubblico applaude, il campione accenna a un sorriso di soddisfazione.
Poi, il dramma (comico).
Dall’alto del cielo si fionda in picchiata un audace gabbiano. Probabilmente scambiando quella pallina bianca e scintillante per un uovo prelibato o un bizzarro spuntino, l’uccello atterra sul green, la afferra saldamente nel becco e riprende il volo sotto gli occhi sbigottiti di spettatori, caddie e arbitri.
Il volo e il “delitto” in acqua
Il dramma si consuma pochi secondi dopo: in pieno volo, forse accorgendosi che la preda non è affatto commestibile o semplicemente infastidito dal peso, il gabbiano apre il becco. La pallina di Montgomerie precipita nel vuoto, finendo con un sonoro splash direttamente nel centro dell’ostacolo d’acqua adiacente al green.
Tra il pubblico cala il silenzio, interrotto da qualche risata trattenuta. Montgomerie, noto per il suo carattere non proprio facilissimo in campo, guarda la scena incredulo. Cosa succede allo score in un caso del genere? È palla in acqua con relativo colpo di penalità?
Salvati dalla regola dell’ “agente esterno”
Fortunatamente per “Monty”, i legislatori del golf hanno previsto l’imprevedibile. Secondo il regolamento ufficiale (Regola 9.6), il gabbiano viene classificato come “Agente Esterno”.
La regola parla chiaro: se una palla a riposo viene mossa o rimossa da un agente esterno, non c’è alcuna penalità. Il giocatore ha il diritto (e il dovere) di piazzare una nuova pallina nel punto esatto in cui si trovava prima che l’animale la disturbasse.
Grazie alla prontezza dei testimoni e al verdetto degli arbitri, Montgomerie ha potuto droppare una nuova palla a pochi centimetri dalla buca, evitando di finire “a mollo” e salvando il suo cartellino.
Il bello del golf
Questo episodio è rimasto negli annali come la dimostrazione che sui campi da golf la natura ha sempre l’ultima parola. La prossima volta che vi lamenterete per un rimbalzo sfortunato contro un albero, consolatevi pensando a Colin Montgomerie: a voi, almeno, la pallina non l’hanno rapita i gabbiani!
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