Hickory Golf: un viaggio alle radici del gioco

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Prima dell’acciaio, prima del grafite, prima ancora dei materiali compositi che oggi consentono ai professionisti di superare i trecento metri di drive, il golf si giocava con mazze di tutt’altra natura: le hickory clubs, così denominate dal legno con cui veniva realizzata l’asta, lo shaft.

Cos’è l’hickory

L’hickory — in italiano noce americano — è un legno originario del Nord America, appartenente alla famiglia delle Juglandaceae, la medesima del noce comune. Le sue qualità lo resero, sin da subito, straordinariamente adatto alla costruzione di attrezzi sportivi: una resistenza notevole agli urti, unita a un’elasticità e a una rigidità capaci di trasmettere l’energia dello swing con grande efficacia. Le medesime doti che lo imposero, all’epoca, anche nella realizzazione di manici da lavoro, mazze da baseball e persino razze delle prime ruote automobilistiche.

Le origini: dalla Scozia al mondo

Il golf, come è noto, nasce in Scozia, e le prime mazze erano interamente lignee, testa compresa, ricavate da essenze locali quali il faggio o il salice. Con la crescita del gioco nel corso dell’Ottocento, i club maker scozzesi presero a importare l’hickory dagli Stati Uniti, scoprendo in esso prestazioni ben superiori a quelle delle essenze europee sino ad allora impiegate.

A partire circa dalla metà del secolo, l’hickory shaft divenne lo standard nella costruzione delle aste, mentre le teste delle mazze continuavano a essere scolpite in legno duro — il persimmon, in particolare — per i legni, e forgiate in ferro per i ferri, da cui deriva la denominazione “irons” tuttora in uso.

Fu questa l’epoca d’oro del golf classico: tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento, campioni quali Old Tom Morris, Harry Vardon, Bobby Jones e Walter Hagen scrissero la storia del gioco impugnando mazze hickory. Lo stesso Bobby Jones, tra i più grandi golfisti di ogni epoca, conquistò il Grande Slam del 1930 giocando ancora con questa attrezzatura.

Il tramonto di un’epoca

Negli anni Venti e Trenta iniziarono a diffondersi le prime aste in acciaio, più uniformi, resistenti e agevoli da produrre in serie rispetto al legno naturale, il quale soffriva di una certa variabilità da esemplare a esemplare e richiedeva una manutenzione costante, temendo l’umidità e la conseguente possibilità di incurvarsi o spezzarsi. Il Royal and Ancient Golf Club di St Andrews, custode delle regole del gioco, ne autorizzò ufficialmente l’uso nel 1929, dopo che la USGA americana lo aveva già fatto qualche anno prima. Da quel momento, l’hickory venne progressivamente abbandonato dai giocatori di alto livello, restando in uso solo fino alla metà del decennio successivo.

Una tradizione che continua a vivere

Negli ultimi decenni le mazze hickory hanno conosciuto una vera e propria rinascita, non più quale attrezzatura da competizione, bensì come esperienza da riscoprire con animo diverso. In numerosi Paesi sono sorte associazioni dedicate al golf hickory — in Italia, ad esempio, Italia Hickory Golf — che organizzano gare e raduni secondo il regolamento e l’attrezzatura d’epoca, spesso accompagnati da un abbigliamento coerente con lo spirito della manifestazione.

Giocare con mazze hickory rappresenta un’esperienza sensibilmente diversa da quella contemporanea: lo shaft flette in modo assai più marcato, richiede un tempo di swing più fluido e meno forzato, e le teste in legno o in ferro forgiato riducono in maniera considerevole la tolleranza sull’errore. Per questa ragione molti maestri ne consigliano la pratica anche solo a fini di allenamento: essa affina il tempismo e la sensibilità dello swing, qualità che si trasferiscono poi, con beneficio, al gioco con l’attrezzatura moderna.

Un ponte fra passato e presente

Le gare disputate con mazze hickory — come quella che organizziamo anche noi al Golf Club Le Rovedine — non costituiscono soltanto un omaggio alla storia del golf: sono un modo per attraversare il campo con occhi diversi, ritrovando il gusto della sfida in una forma più essenziale e autentica. Impugnare una mazza hickory significa, per qualche ora, giocare esattamente come giocavano i pionieri di questo sport più di un secolo fa.

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