Nel golf spesso si pensa che siano la potenza dal tee o i lunghi colpi di ferro a determinare il risultato di una gara. In realtà, la maggior parte dei colpi si gioca entro i 100 metri dal green: è qui che si decide il punteggio finale, ed è qui che il gioco corto diventa la chiave del successo.
Perché il gioco corto è decisivo
Secondo varie statistiche, oltre il 60% dei colpi in un giro di 18 buche rientra nella sfera del gioco corto: approcci, chip, colpi dal bunker e putt. Un drive preciso è certamente utile, ma se non si riesce a trasformare un buon avvicinamento in un putt imbucato, lo sforzo iniziale rischia di essere vanificato.
Molti professionisti sottolineano che è il gioco corto a salvare i giri quando il driver non funziona o i ferri non sono perfetti. Un approccio ben eseguito può trasformare un possibile bogey in un par, o addirittura in un birdie.
Le componenti del gioco corto
Approcci (pitching e chipping): fondamentali per portare la palla vicino alla buca da diverse distanze e lie.
Colpi dal bunker: spesso temuti dai dilettanti, ma se ben eseguiti possono diventare un’arma di precisione.
Putting: la parte più delicata e mentale del gioco, dove la tecnica si fonde con la capacità di leggere linee e pendenze.
L’aspetto mentale
Il gioco corto richiede calma, sensibilità e fiducia. Ogni colpo intorno al green è unico e spesso non ripetibile: occorre valutare lie, pendenza, velocità del green e scegliere la soluzione migliore. È qui che entrano in gioco la creatività e l’esperienza.
Conclusione
Chiunque voglia abbassare il proprio handicap dovrebbe dedicare almeno metà del tempo di allenamento al gioco corto. È lì che si guadagnano colpi sul campo e che si fanno davvero la differenza tra un buon giro e un grande risultato.
Come dice spesso un vecchio adagio tra i golfisti: “Drive for show, putt for dough”
Notizie dal campo
Grande Prestazione di Leonardo Laserra al Gran Premio Vecchio Monastero
Il Gran Premio Vecchio Monastero – Maschile si è concluso al Varese Golf Club ASD con una giornata di gara entusiasmante, e la classifica finale ha messo in risalto una grande performance.
La gara si è svolta su un percorso Par 72, con un rating di 71,8 e uno slope di 131. Il vincitore del torneo è stato Riccardo Cavina, con un punteggio totale di 280, a -8 sotto il Par.
Leonardo Laserra ha dimostrato un’eccellente abilità, piazzandosi al secondo posto nella classifica generale. Ha terminato il torneo con un punteggio totale di 282, a -6 sotto il Par. La sua performance è stata notevole, con un susseguirsi di giri solidi:
Giorno 1 (G1): 72 colpi
Giorno 2 (G2): 71 colpi
Giorno 3 (G3): 67 colpi, il suo miglior punteggio del torneo
Giorno 4 (G4): 72 colpi
Leonardo Laserra, del circolo ROVEDINE, ha mantenuto una posizione di alta classifica durante tutta la competizione, confermando il suo talento e la sua costanza. Con un punteggio di-3 nel suo Handicap (HCP), la sua performance è stata senza dubbio uno dei punti salienti del torneo. Il suo risultato lo ha posizionato appena due colpi dietro il vincitore, Riccardo Cavina, confermando la competitività e il livello tecnico elevato della gara.
BMW PGA Championship Wentworth 2025: cronaca di una settimana entusiasmante
Trionfo in rimonta e playoff
Alex Noren ha vinto il BMW PGA Championship 2025 dopo un finale mozzafiato: ha superato Adrien Saddier in un playoff al buco supplementare, dopo che entrambi avevano chiuso i quattro giri regolamentari a -19 colpi (269).
Noren, che già aveva vinto questo torneo nel 2017, ha così conquistato il suo secondo titolo al Wentworth Club.
Lo svolgimento: momenti chiave
Nella terza giornata Noren ed Saddier condividevano il comando dopo che Noren aveva chiuso con un eagle al 18° buca.
Nell’ultimo round, i due sono rimasti appaiati fino agli ultimi buchetti, dando vita a una battaglia sul back nine.
Alla fine, nessuno dei due è riuscito a prendere vantaggio decisivo nei par-5 finali, così si è arrivati al playoff. Noren ha segnato birdie al primo buco extra; Saddier non è riuscito a rispondere.
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