Il golf non si gioca sempre in condizioni ideali. Vento forte, pioggia insistente e rough penalizzante mettono alla prova tecnica, strategia e soprattutto mentalità. Saper adattare il proprio gioco a queste situazioni è spesso ciò che fa la differenza tra un buon score e un round da dimenticare.
Il vento è probabilmente l’elemento più ingannevole: invisibile, variabile e spesso sottovalutato.
Consigli pratici:
Colpi più bassi: riduci il loft del bastone (prendi un ferro in più) e abbrevia lo swing.
Swing controllato: evita di “forzare” la distanza, accelera meno e mantieni equilibrio.
Traiettoria punch: palla leggermente arretrata nello stance e finish più basso.
Vento laterale: mira tenendo conto della deriva, non cercare di contrastarla con lo swing.
Attenzione sul green: il vento influenza molto il putt, soprattutto quelli lunghi.
Regola d’oro: accetta che la palla non andrà dritta come sempre.
La pioggia rende il campo più lungo, le superfici scivolose e il controllo più difficile.
Adattamenti fondamentali:
Grip asciutto: usa guanti extra e asciuga spesso le mani.
Stance più stabile: allarga leggermente i piedi per migliorare l’equilibrio.
Colpisci prima la palla: fondamentale evitare colpi grassi su terreno bagnato.
Meno roll: la palla si ferma prima, quindi scegli bastoni più lunghi.
Green più lenti: colpisci il putt con più decisione.
Mentalmente, accetta un gioco più “semplice” e meno spettacolare.
Il rough alto è un vero test di disciplina. Tentare il colpo eroico spesso porta solo a errori peggiori.
Strategia efficace:
Priorità all’uscita: il primo obiettivo è tornare in fairway.
Bastone con più loft: wedge o ferro corto per ridurre il rischio.
Swing deciso: niente esitazioni, accelera con convinzione.
Grip più solido: l’erba può chiudere la faccia del bastone.
Accetta il colpo di recupero: meglio perdere un colpo che due.
Dal rough alto si gioca difensivo, non aggressivo.
In condizioni difficili:
tutti giocano peggio
gli errori aumentano
vince chi sbaglia meno, non chi colpisce meglio
Cambia obiettivo:
non cercare il par a tutti i costi
evita il doppio bogey
premia le scelte intelligenti
Spesso il miglior colpo è quello più semplice.
Notizie dal campo
Si è appena conclusa l’edizione 2026 del Hero Dubai Desert Classic, l’appuntamento di apertura della Rolex Series del DP World Tour svoltosi dal 22 al 25 gennaio 2026 sul celebre Majlis Course dell’Emirates Golf Club a Dubai. La competizione (montepremi di 9 milioni di dollari) ha visto esibirsi un field di altissimo livello, con protagonista un grande golf e alcuni finali di giornata ad alta tensione.
La vittoria è andata a Patrick Reed, il 35enne americano ex campione del Masters, che ha dominato la competizione chiudendo con un totale di 274 colpi (−14). Reed è riuscito a gestire la gara con grande solidità, controllando il vantaggio costruito nei primi tre giorni e chiudendo la settimana con un par 72 nell’ultimo round, sufficiente per assicurarsi il titolo con quattro colpi di vantaggio sulla concorrenza.
Per Reed si tratta della prima vittoria al Dubai Desert Classic e della prima Rolex Series conquistata sul DP World Tour, un risultato che rafforza la sua posizione nella Race to Dubai per il 2026.
La classifica finale ha visto al secondo posto l’inglese Andy Sullivan, autore di un torneo solido e capace di risalire nel leaderboard nell’ultima giornata con un buon giro di 71. Sul gradino più basso del podio, in terza posizione, si sono piazzati Julien Guerrier (Francia) e David Puig (Spagna) con 279 colpi (−9), mentre il danese Nicolai Højgaard e l’italiano Francesco Molinari hanno concluso con 280 colpi (−8), condividendo un rispettabile piazzamento nei top-10.
Tra gli altri giocatori di spicco, Viktor Hovland ha chiuso a −5, mostrando una buona progressione durante la settimana, mentre nomi di grande richiamo come Rory McIlroy non sono riusciti a elevarsi in vetta alla classifica.
La gara è stata intensa sin dalle prime giornate, con condizioni di gioco variabili e un tracciato che ha messo alla prova tecnica e strategia dei giocatori. Reed si è distinto per la sua concentrazione nei momenti chiave, accumulando un margine che gli ha permesso di controllare la tensione dell’ultima tornata anche quando alcuni avversari tentavano il rientro.
Il Dubai Desert Classic celebra quest’anno la sua storica tradizione di golf di prima classe nel cuore del Medio Oriente. Considerato uno degli eventi di spicco del calendario europeo, richiama sempre un field internazionale con campioni affermati e giovani in cerca di conferme.
In un’edizione caratterizzata da grande equilibrio e tensione sportiva, la vittoria di Patrick Reed rappresenta un momento importante nella stagione golfistica 2026. Il successo nel Rolex Series apre la Race to Dubai con un acuto significativo per l’ex campione Major, confermando il Dubai Desert Classic come tappa imperdibile e sempre capace di regalare emozioni e spettacolo ai tifosi di golf.
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