C’è chi va in palestra, chi medita, chi fa yoga all’alba guardando l’oceano. E poi ci sono i golfisti, convinti che colpire una pallina grande come una moneta, cercando di mandarla dritta per 200 metri, sia un’ottima forma di terapia antistress.
Convinti. Non sempre lucidi.
Sulla carta, il golf ha tutte le caratteristiche giuste per rilassare la mente: si gioca all’aria aperta, immersi nel verde, si cammina molto, si parla a bassa voce e si è circondati da silenzio. Un paradiso zen. Peccato che questo equilibrio spirituale duri esattamente fino al primo drive storto.
Ogni golfista parte con le migliori intenzioni:
“Oggi gioco tranquillo, senza stress. Mi godo il campo.”
Una frase pronunciata con la stessa credibilità di “prendo solo un biscotto”.
Il golf promette calma, concentrazione, controllo delle emozioni. In cambio chiede solo una cosa: perfezione tecnica, mentale e spirituale. Sempre. Su ogni colpo. Anche dopo tre putt da un metro.
La teoria antistress del golf si incrina in punti ben precisi:
quando la pallina entra nel bunker “perché il colpo era giusto”
quando il putt sembra lento… finché non supera la buca e continua verso il green successivo
quando giochi una buca perfetta e rovini tutto con l’ultimo colpo
È lì che capisci che il golf non elimina lo stress.
Lo seleziona, lo raffina e lo rende personalizzato.
Eppure, proprio in questo caos emotivo, il golf nasconde una verità scomoda: è davvero una terapia.
Non perché ti rilassa sempre, ma perché ti costringe a gestire la frustrazione.
Nel golf impari che:
non puoi controllare tutto
gli errori fanno parte del gioco
arrabbiarsi peggiora quasi sempre la situazione
la pallina non si offende, anche se la insulti
Ogni buca è una piccola lezione di vita. A volte una lezione gentile. A volte una punizione educativa.
C’è poi quel silenzio strano del campo da golf. Un silenzio che non giudica, anche quando lo fai tu. Cammini, respiri, guardi il green in lontananza e, per qualche minuto, il resto del mondo resta fuori.
Niente notifiche. Niente riunioni. Solo tu, il bastone sbagliato e una decisione di cui ti pentirai subito.
E quando finalmente fai quel colpo – quello pulito, perfetto, che senti nelle mani prima ancora di vederlo volare – tutto lo stress accumulato sembra sparire. Almeno fino alla buca dopo.
Il golf non è una terapia rilassante nel senso classico. Non ti coccola. Non ti rassicura. Ti mette alla prova.
Ma alla fine del giro, stanco, magari un po’ frustrato, ti accorgi di una cosa: sei stato meglio che davanti a uno schermo. Hai riso, ti sei arrabbiato, hai camminato, hai respirato.
E mentre al bar del circolo racconti solo i colpi buoni, capisci che sì…
il golf è una terapia antistress.
Notizie dal campo
AL MAZROWIAH, Bahrain — Freddy Schott ha scritto una delle pagine più emozionanti della sua giovane carriera vincendo il Bapco Energies Bahrain Championship, tappa del DP World Tour, dopo un avvincente play-off con Patrick Reed e Calum Hill.
Il 24enne tedesco, ancora alla ricerca del suo primo titolo nel circuito europeo di golf, ha mantenuto freddezza e precisione nella fase decisiva della competizione, superando i suoi due avversari solo al secondo buco extra.
Dopo quattro giorni di golf di altissimo livello sul percorso del Royal Golf Club di Al Mazrowiah, Schott è arrivato all’ultimo round in una posizione di rincorsa, ma con grande determinazione ha raggiunto i leader e si è giocato il titolo in un intenso play-off a tre.
Nel primo buco di spareggio, Reed ha perso terreno con un bogey, mentre Schott e Hill hanno mantenuto la parità. Al secondo extra buco, Hill ha commesso un errore mandando la palla fuori dal limite e infine in acqua, consegnando virtualmente la vittoria a Schott.
Visibilmente emozionato, Schott ha commentato il suo successo definendolo “incredibile” e ammettendo di non aver ancora realizzato appieno l’importanza del momento per la sua carriera.
Questa vittoria rappresenta il primo titolo di Schott sul DP World Tour, un risultato storico per il giovane tedesco che ha saputo tenere alto il livello di gioco durante tutto l’evento. Il successo non solo gli regala prestigio internazionale, ma fornisce anche un importante slancio per la sua stagione e la classifica generale del tour.
Per Schott, si tratta di un trampolino di lancio significativo in una stagione che già prometteva bene: aveva infatti mostrato costanza e competitività nelle prime giornate di gara, risalendo con decisione la classifica dopo essere partito con qualche distanza dai leader.
Anche l’esperto Patrick Reed ha disputato una solida settimana, cercando di ripetersi dopo il successo nella Dubai Desert Classic e il recente annuncio di ritorno alla PGA Tour. Tuttavia, il bogey nel primo extra buco lo ha estromesso dalla lotta finale.
Calum Hill, protagonista di una grande performance durante il torneo e spesso in vetta alla classifica, ha giocato con coraggio ma è stato costretto a cedere dopo l’errore decisivo nel play-off.
La vittoria di Freddy Schott al Bahrain Championship segna un passo importante nella sua carriera e sottolinea come i giovani talenti stiano emergendo con forza nel panorama mondiale del golf professionistico.
Se vuoi, posso aggiungere classifica finale completa o un focus sui momenti più spettacolari del play-off!
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